I Paesi Bassi verso la legalizzazione della coltivazione della marijuana

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I Paesi Bassi verso la legalizzare la coltivazione della marijuana

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Ad oggi è illegale, e i gestori dei sono costretti a procurarsela illegalmente

A ottobre il olandese ha deciso di iniziare una limitata della coltivazione di nel paese per provare a sottrarre il mercato dal controllo delle gang criminali. Negli ultimi due mesi in molti si sono attivati per partecipare al programma sperimentale, ma il numero delle città coinvolte non potrà essere superiore a 10: sarà il a decidere quali ammettere e quali no. Nel frattempo il Guardian ha fatto un punto per capire come si stanno muovendo gli enti interessati e cosa cambierebbe rispetto alla situazione attuale.

Nei il possesso, l’acquisto e la coltivazione della non sono legali ma tollerati e regolamentati dal 1976. Il possesso di per uso personale (fino a 30 grammi) non è considerato un reato ma un’infrazione. La vendita di nei locali appositi, i cosiddetti , è una violazione della legge ma non viene perseguita se avviene a condizioni precise. Non è permesso vendere alla stessa persona più di 5 grammi al giorno, e ciascun locale non può mantenere nelle proprie scorte più di 500 grammi per volta. Nei  di tutto il paese, tranne quelli di Amsterdam, sono ammessi solo i maggiorenni residenti nei .
Gli effetti di queste politiche negli ultimi anni sono stati perlopiù positivi, ma una parte essenziale del processo è rimasta non regolamentata: la coltivazione della , che al di fuori di piccole quantità è severamente vietata. I gestori dei  sono quindi costretti a procurarsela illegalmente rivolgendosi soprattutto alle organizzazioni criminali. Il problema è noto da tempo, anche se si è creato una sorta di accordo tacito di tolleranza fra le autorità e i gestori; secondo i critici, però, questo accordo non risolve il problema dell’arricchimento di chi coltiva illegalmente la .

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Il olandese – guidato dal Partito Popolare, di centrodestra – ha deciso quindi di cambiare la sua posizione sulla , per cercare di risolvere i problemi derivanti dal buco legislativo: ha annunciato che nel 2018 inizierà una sperimentazione per permettere ad alcune città olandesi di coltivare legalmente la per venderla ai locali.

Paul Depla, sindaco di Breda, una delle città che ha chiesto di entrare nella sperimentazione, ha detto: «Molte aziende hanno provato a contattarmi e mi hanno detto che sono disponibili a produrre per i . Ho ricevuto offerte da 25-30 società». Depla ha aggiunto che le aziende dovranno essere in grado di produrre 14-15 tipi di per soddisfare i gusti della clientela, e le autorità dovranno stabilire il prezzo affinché non sia né troppo basso, cosa che potrebbe incentivarne l’uso eccessivo, né troppo alto, di modo da fare concorrenza efficace al mercato nero.

La della coltivazione della permetterebbe al sia di controllare tutta la filiera sanando un vuoto legislativo, sia di risparmiare parecchi soldi. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 la polizia olandese ha smantellato 5.856 piantagioni illegali di , in media 16 al giorno. Qualche tempo fa l’ex parlamentare olandese Magda Berndsen, del Partito liberale D66, aveva stimato che rendendo legale la coltivazione lo stato avrebbe guadagnato 500 milioni di euro all’anno: 200 milioni per i costi che attualmente sostiene per le operazioni di polizia contro le coltivazioni illegali, e 300 milioni dalla tassazione delle piantagioni regolari.

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«Controllare la filiera dal seme della fino al prodotto finale venduto nei è possibile», ha spiegato Depla, aggiungendo però che ci vuole un intervento legislativo molto attento per evitare che le organizzazioni criminali trovino un altro modo per rimanere sul mercato.

 

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